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Il rapporto di Lancet sulle malattie cardiovascolari nelle donne

donne e rischio di patologie cardiovascolari

Il rapporto di Lancet sulle malattie cardiovascolari nelle donne

Data di pubblicazione: 28 febbraio 2024

Le patologie cardiovascolari (CVD) sono la prima causa di morte nelle donne, responsabili nel 2019 del 35% di tutti i decessi a livello globale. Nonostante i progressi degli ultimi decenni, nel genere femminile queste patologie rimangono sotto-studiate e di conseguenza sotto-diagnosticate e sotto-trattate.

Un report di Lancet ha riassunto le evidenze disponibili e identificato i gap esistenti nel campo della ricerca, della prevenzione, del trattamento e dell’accesso alle cure, fornendo, inoltre, una serie di raccomandazioni, allo scopo di ridurre l’impatto complessivo di queste patologie nelle donne entro il 2030.

Prevalenza e mortalità delle malattie cardiovascolari nel genere femminile: lo scenario attuale

Nel 2019 sono stati registrati circa 275 milioni di casi di CVD nelle donne in tutto il mondo, con una prevalenza più elevata in Nord Africa, Medio Oriente, Nord America, Europa dell’Est e Asia centrale.

Nello stesso anno i decessi di donne dovuti a queste patologie sono stati quasi 9 milioni, maggiori nei Paesi dell’Europa dell’Est, del Nord Africa, del Medio Oriente, dell’Oceania, dell’Africa sub-sahariana e dell’Asia centrale. La principale causa di mortalità cardiovascolare è stata la cardiopatia ischemica. Tra i fattori responsabili, l’ipertensione è sicuramente il più importante in tutto il mondo, seguito da ipercolesterolemia, iperglicemia e BMI elevato.

Sebbene dal 1990 ad oggi si sia osservata una riduzione progressiva della prevalenza e della mortalità per CVD, nell’ultima decade c’è stata una battuta di arresto di questo trend, una situazione che richiede un’attenta valutazione, per identificare le ragioni e possibilmente elaborare una strategia correttiva.

 

Individuazione dei fattori di rischio genere-specifici: un gap da colmare

L’identificazione e la gestione precoce dei fattori di rischio cardiovascolari sono essenziali per migliorare la salute delle donne e ridurne la mortalità prematura.

Oltre ai fattori di rischio comunemente noti (quali ipertensione, dislipidemia, diabete, obesità, alimentazione scorretta, sedentarietà, fumo), ne esistono altri, di carattere psicologico, sociale e culturale, comprendenti anche la depressione e la violenza di genere, favorenti lo sviluppo di CVD soprattutto nel sesso femminile, ma spesso misconosciuti.

Inoltre, anche condizioni della sfera ostetrica e ginecologica possono influenzare il rischio CV, come l’ipertensione gravidica, il diabete gestazionale, il parto pre-termine, la menopausa precoce e la sindrome dell’ovaio policistico.

La stima del rischio cardiovascolare nelle donne rimane una sfida aperta. Sebbene esistano numerosi modelli predittivi, la loro validità è spesso limitata per via delle ridotte dimensioni o delle specifiche caratteristiche del campione. L’utilizzo di soglie specifiche per genere ed età potrebbe migliorare la stima del rischio e guidare le misure di prevenzione.

 

Differenze patogenetiche e cliniche: il caso della cardiopatia ischemica

Le evidenze disponibili suggeriscono differenze sostanziali tra uomini e donne non solo per quanto riguarda i fattori di rischio, ma anche per la fisiopatologia.

Vari studi hanno rilevato in donne giovani, tra i 45 e 65 anni, una maggiore frequenza di segni e sintomi di ischemia in assenza di ostruzione delle arterie epicardiche, una condizione nota come “INOCA” – Ischaemia with Non-Obstructive Coronary Arteries. INOCA è una condizione non benigna, la cui diagnosi rimane spesso misconosciuta ma che si associa ad un aumentato rischio di eventi cardiovascolari maggiori. Il sintomo anginoso, caratterizzante INOCA, potrebbe essere legato ad una disfunzione del microcircolo coronarico (angina microvascolare) o ad uno spasmo dei vasi epicardici (angina vasospastica).

Importante, quindi, non solo conoscere questa patologia ma anche disporre di linee guida, che aiutino il medico nell’approccio diagnostico e terapeutico a questa condizione.

Analogamente, la dissezione spontanea di un’arteria coronarica rappresenta una causa frequente di infarto miocardico acuto nelle donne sotto i 50 anni, comprese quelle nel terzo trimestre di gravidanza o nel periodo post-partum.

Questa condizione può non essere rilevata all’angiografia coronarica, ma è diagnosticabile con imaging intravascolare.

L’approccio terapeutico raccomandato è di tipo conservativo, ma è necessario un follow-up stretto, a causa dell’elevato rischio di eventi ischemici ricorrenti. Anche in questo caso sono necessari ulteriori studi per migliorare diagnosi e trattamento.

Differenze marcate legate al genere sono state osservate anche per l’infarto miocardico con sopra-slivellamento del tratto ST – “STEMI” – : mediamente le donne richiedono assistenza medica per STEMI più tardi rispetto agli uomini e spesso il trattamento non corrisponde alle raccomandazioni delle linee-guida.

Ciò potrebbe contribuire alla più elevata mortalità intraospedaliera, per infarto miocardico, osservata nel genere femminile rispetto al maschile (doppia nel caso delle donne sotto i 50 anni), che tuttavia dipende anche da fattori biologici genere-specifici che necessitano di ulteriori approfondimenti.

 

Prevenzione delle malattie cardiovascolari nelle donne

Anche sul fronte della prevenzione, è importante condurre ulteriori studi sugli effetti genere-specifici delle misure attualmente disponibili.

Una strategia per prevenire le CVD e le loro conseguenze consiste nell’identificare le popolazioni più esposte a fattori sociali, culturali ed economici che possono indirettamente contribuire ad un aumento del rischio, tra le quali: donne residenti in regioni socialmente svantaggiate, donne residenti in comunità in cui il ruolo sociale è fortemente influenzato da tradizioni o principi , donne appartenenti a minoranze o a popolazioni indigene o in condizioni socioeconomiche sfavorevoli che non hanno accesso a infrastrutture sanitarie adeguate e non godono di coperture assicurative, donne giovani nelle quali l’infarto miocardico è sempre più frequente e associato a una prognosi infausta.

 

Conclusioni

Sebbene la ricerca sugli aspetti patogenetici genere-specifici abbia fatto ampi progressi negli ultimi decenni, allo stato attuale le donne rimangono sotto-rappresentate negli studi clinici: ciò impedisce la formulazione di criteri diagnostici e terapeutici specifici, che eviterebbero errori o ritardi nell’identificazione e nella cura di queste patologie nel genere femminile.

Di seguito è possibile visionare un’infografica riassuntiva dal titolo “Fattori di rischio e relative patologie cardiovascolari (CVD) nel corso della vita della donna: opportunità di intervento”.

Scarica l'infografica

Messaggi chiave

  • Mancano dati accurati sulla prevalenza globale e sugli outcome delle CVD nelle donne.

Raccomandazione: è necessario finanziare direttamente la raccolta accurata e in tempo reale di dati sulla prevalenza e sugli outcome delle CVD nelle donne a livello globale

  • Le CVD nelle donne rimangono scarsamente studiate, riconosciute, diagnosticate e trattate. 

Raccomandazione: è necessario sviluppare programmi educazionali sulle CVD nelle donne per medici, scienziati, operatori sanitari e popolazione generale.

  • I meccanismi genere-specifici alla base della patogenesi e della storia naturale delle CVD rimangono scarsamente compresi. 

Raccomandazione: è necessario dare priorità alla ricerca genere-specifica focalizzata sull’identificazione dei meccanismi alla base della patogenesi e della storia naturale delle CVD.

  • Le donne sono sotto-rappresentate nella maggior parte dei trial clinici in ambito CV. 

Raccomandazione: è necessario sviluppare strategie per migliorare il reclutamento e il mantenimento delle donne nei trial clinici CV.

  • Le difficoltà socioeconomiche contribuiscono in misura sostanziale all’impatto globale delle CVD nelle donne.

Raccomandazione: è necessario dare priorità al finanziamento delle organizzazioni mondiali per la realizzazione di programmi di sanità in ambito CV a favore delle donne provenienti da regioni con difficoltà socioeconomiche.

  • La mortalità per infarto miocardico e altre patologie CV sta aumentando nelle donne giovani.

Raccomandazione: è necessario educare gli operatori sanitari e i pazienti sull’importanza dell’identificazione precoce e della prevenzione delle CVD nelle donne giovani.

  • Ipertensione, dislipidemia e diabete sono i principali fattori di rischio che contribuiscono allo sviluppo di CVD nelle donne.

Raccomandazione: è necessario mettere in atto misure di politica sanitaria e programmi per la gestione dei fattori di rischio CV rivolti ai medici e ai pazienti in ambiti frequentati dalle donne.

  • Fattori di rischio CV genere-specifici o scarsamente riconosciuti, quali aspetti psicologici o socioeconomici, sembrano contribuire all’impatto complessivo delle CVD nelle donne.

Raccomandazione: è necessario potenziare la ricerca finalizzata a identificare gli effetti genere-specifici di fattori di rischio psicologici e socioeconomici sulle CVD nelle donne, e valutare strategie di intervento.

  • La prevalenza corretta per l’età delle CVD nelle donne è in aumento nei Paesi più densamente popolati del mondo.

Raccomandazione: è necessario implementare programmi per l’adozione di stili di vita sani nei Paesi densamente popolati in via di sviluppo.

  • Non esiste attualmente alcuna politica sanitaria globale volta al coordinamento delle strategie di prevenzione e cura delle CVD nelle donne.

Raccomandazione: è necessario stabilire delle collaborazioni tra enti pubblici e privati per sviluppare programmi su larga scala per ridurre la mortalità per CVD nelle donne.

 

L’autore

Redazione Vademedicum

Bibliografia

Vogel B, Acevedo M, Appelman Y, Bairey Merz CN, Chieffo A, Figtree GA, Guerrero M, Kunadian V, Lam CSP, Maas AHEM, Mihailidou AS, Olszanecka A, Poole JE, Saldarriaga C, Saw J, Zühlke L, Mehran R. The Lancet women and cardiovascular disease Commission: reducing the global burden by 2030. Lancet. 2021 Jun 19;397(10292):2385-2438. doi: 10.1016/S0140-6736(21)00684-X. Epub 2021 May 16. PMID: 34010613.

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