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Aprire la Partita IVA: come e perché

Aprire la Partita IVA: come e perché

Data di pubblicazione: 16 febbraio 2018

Indicazioni pratiche su come aprire una Partita IVA, per iniziare la propria professione

Esistono sostanzialmente 4 modi per esercitare la professione di medico:

  • attività libero professionale: in questo caso l’attività è svolta in proprio (il classico studio medico) senza alcun vincolo con ospedali ed aziende ospedaliere in genere, convenzionandosi con il S.S.N. (Servizio Sanitario Nazionale);
  • attività a tempo pieno: in questo caso il medico ha un vero e proprio contratto di lavoro a tempo pieno con l’azienda ospedaliera, casa di cura, laboratorio analisi cui è subordinato;
  • attività mista: in questo caso il medico svolge attività sia di lavoro dipendente presso un’azienda ospedaliera/casa di cura sia attività dentro il proprio luogo di lavoro come dipendente, la cosiddetta attività “intramurale”.
    Per quest’ultima vi sono alcune note da considerare:
  • il medico non può svolgere attività da libero professionista oltre il normale orario di lavoro;
  • il medico non ha un orario e un numero di ore definito, ma deve conseguire determinati risultati;
  • non vi è obbligo di prestare attività intramurale, può infatti scegliere di lavorare esclusivamente come dipendente;
  • attività presso studio associato di medici: in questo caso è necessario che tutti i medici (anche con diverse specializzazioni) siano iscritti all’Ordine dei Medici competente, e che la costituzione di tale associazione avvenga attraverso un contratto registrato. Non è possibile svolgere l’attività in associazione con ausiliari sanitari (ottici, infermieri ecc.)

Per svolgere l’attività in proprio, o l’attività “mista” (oltre che l’attività in forma associata anche se in forme diverse e con diversi passaggi), è necessario essere in regola con il fisco e la burocrazia.

Il primo passaggio è ovviamente quello di possedere l’iscrizione all’albo professionale previsto per la categoria.

Successivamente sarà possibile regolarizzarsi, in due passaggi principali:

  • aprire partita IVA;
  • iscriversi alla cassa professionale di competenza, l’ENPAM.

Di seguito una guida pratica su come aprire la partita IVA.

Cos'è

  • La Partita IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) è una sequenza di 11 cifre che identifica un soggetto che esercita un’attività rilevante ai fini dell’imposizione fiscale indiretta (Decreto del Presidente della Repubblica 404/2001).
  • Esistono due modelli (AA9/11 per le ditte individuali e AA7/10 per le società); il medico utilizza il modello AA9/11, per le ditte individuali.
  • Dal 1° dicembre 2001, il numero di Partita IVA assegnato al contribuente ha validità su tutto il territorio nazionale e rimane invariato per tutto il periodo in cui si svolge l’attività.

Come si attiva

  • Recandosi personalmente presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
  • Per via telematica, tramite apposito software e modelli scaricabili dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate: https://telematici.agenziaentrate.gov.it/Main/Anag1.jsp
  • Tramite intermediario abilitato al servizio Entratel o dalla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

Quanto costa

  • Se eseguita personalmente, l’apertura della Partita IVA è gratuita, fatta eccezione per i costi dovuti per diritti di segreteria e imposta di bollo
  • Se eseguita da intermediario (per es. il proprio commercialista), il costo può variare ma solitamente non supera i 100 euro.

Quando deve essere attivata

  • In base all’Articolo 5 del Decreto del Presidente della Repubblica del 26/10/1972 n. 633- (“Esercizio di arti e professioni”), l’apertura della Partita IVA è obbligatoria per tutti coloro che intraprendono un’attività che ha rilevanza ai fini IVA (impresa, arte, professione o lavoro autonomo).
  • È comunque obbligato all’apertura della Partita IVA chi è iscritto ad un albo professionale, come i medici, i commercialisti o gli avvocati (se svolge la libera professione – Cfr. Risoluzione Ministero delle Finanze n. 362812/1977 e Cassazione n. 2997/1987).
  • La dichiarazione di inizio attività deve essere consegnata entro 30 giorni dall’avvio della propria attività professionale autonoma.

Cosa comporta

  • All’atto di apertura della Partita IVA, il professionista accetta l’obbligo di emettere fattura e di pagare le imposte e i contributi dovuti rispettivamente al fisco e alla previdenza sociale per l’attività per la quale è stata attivata la Partita IVA.
  • I medici titolari di Partita IVA sono obbligati inoltre ad aprire la propria posizione previdenziale all’ENPAM per il pagamento dei contributi.
  • Una volta aperta, la partita IVA non ha di per sé dei costi; occorre tenere tuttavia la contabilità che – se affidata, come di consueto, a un commercialista – ha un costo di gestione, che dipenderà anche dal tipo di regime contabile adottato.

Quando deve essere chiusa

  • La partita IVA va chiusa obbligatoriamente entro 30 giorni se il medico decide di cessare completamente l’attività di libera professione. In tal caso, va trasmessa analoga comunicazione anche all’ENPAM.
  • La partita IVA può essere invece mantenuta aperta a tempo indefinito se il medico, pur non emettendo fatture in libera professione (come nel caso in cui, divenga dipendente di una struttura ospedaliera), ha comunque l’intenzione e la possibilità di esercitare la libera professione. In tal caso, vanno comunque mantenuti gli obblighi fiscali, il cui inadempimento comporterebbe la chiusura d’ufficio della partita IVA.

Consiglio

Meglio farsi supportare sempre dalla guida di un professionista (dottore commercialista), anche per verificare la possibilità di accesso a regimi agevolati e conoscere tutti gli aspetti fiscali della professione medica.

L’autore

Dr. Pierluigi Diano

Pneumologo e Medico di Medicina Generale

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