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Raccomandazioni sull’Esercizio Fisico e Considerazioni Pratiche per la Gestione dell’Asma: Position Document EAACI (European Academy of Allergy and Clinical Immunology)

Raccomandazioni sull’Esercizio Fisico e Considerazioni Pratiche per la Gestione dell’Asma: Position Document EAACI (European Academy of Allergy and Clinical Immunology)

L’esercizio fisico rappresenta un trattamento importante per le persone con asma e dovrebbe essere considerato, insieme alla terapia farmacologica, nello sviluppo di piani personalizzati di gestione dell’asma. Nonostante ciò, le indicazioni pratiche relative alla prescrizione di esercizio fisico specificamente adattata all’asma rimangono limitate. Per questo motivo una task force dell’European Academy of Allergy and Clinical Immunology ha sviluppato una serie di raccomandazioni per rendere la prescrizione dell’esercizio fisico nei pazienti con asma sicura ed efficace. Il position paper in cui queste raccomandazioni vengono riportate è strutturato come un documento a forte orientamento pratico, con raccomandazioni formulate sulla base delle migliori evidenze scientifiche disponibili e del parere di esperti, ponendo particolare enfasi nel fornire agli operatori sanitari indicazioni pragmatiche applicabili durante la valutazione routinaria dell’asma.

 

Introduzione

L’asma è la patologia respiratoria cronica più comune a livello mondiale, associata a un significativo burden economico e sociale. Nella maggior parte dei casi, l’intervento farmacologico costituisce il trattamento principale.

A questo proposito, è ormai evidente che praticare regolarmente esercizio aerobico di intensità moderata ha il potenziale di modificare la malattia tramite la modulazione delle risposte infiammatorie e immunitarie, apportando benefici a numerosi outcome legati all’asma e alle comorbidità extra-polmonari. Tuttavia, è dimostrato che gli individui con asma praticano livelli di attività fisica inferiori rispetto ai coetanei sani; si ritiene che ciò sia almeno in parte correlato a barriere specifiche della malattia, come la paura di provocare la comparsa di sintomi respiratori a seguito di broncocostrizione indotta dall’esercizio (EIB) (ovvero restringimento transitorio delle vie aeree inferiori che si verifica durante, o più spesso dopo, l’esercizio) e/o esacerbazioni severe.

Sebbene l’importanza dell’esercizio fisico nella gestione dell’asma sia stata confermata nell’attuale rapporto GINA, ci sono indicazioni limitate riguardo alle modalità pratiche di prescrizione dell’esercizio nei pazienti con asma. Per questo motivo è stata istituita una task force dell’European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI) con tre obiettivi fondamentali: in primo luogo, fornire una prospettiva aggiornata sul ruolo dell’esercizio fisico nella gestione dell’asma (ovvero descriverne il potenziale di modificazione della malattia e l’impatto associato sulle comorbidità extrapolmonari correlate all’asma); in secondo luogo, sviluppare raccomandazioni pragmatiche per facilitare una prescrizione dell’esercizio fisico sicura ed efficace; e, in terzo luogo, identificare i principali bisogni insoddisfatti e fornire indicazioni mirate per la ricerca futura.

 

Effetti immunomodulatori e antinfiammatori dell’esercizio

L’asma è una condizione eterogenea caratterizzata da diversi meccanismi fisiopatologici. Sebbene l’intervento farmacologico rimanga il pilastro della terapia, l’attività fisica regolare emerge come un potente strumento in gradi di modificare il decorso della malattia, attraverso meccanismi immunomodulatori e antinfiammatori.

L’esercizio fisico agisce come modulatore di varie risposte immunitarie:

  • Mentre l’esercizio acuto può aumentare transitoriamente le citochine pro-infiammatorie (TNF-alpha, IL-8, IL-1beta), l’allenamento cronico induce un effetto antinfiammatorio sistemico.
  • L’effetto antinfiammatorio è mediato da:
    1. Riduzione della massa grassa viscerale (e quindi delle adipochine pro-infiammatorie).
    2. Aumento della produzione di miochine antinfiammatorie dal muscolo scheletrico in contrazione.
    3. Inibizione delle citochine pro-infiammatorie attraverso la riduzione dell’espressione dei recettori toll-like su monociti e macrofagi.
  • Evidenze suggeriscono che l’esercizio riduce l’infiammazione di tipo 2 (diminuzione di FeNO ed eosinofili nell’escrezione) soprattutto nei pazienti con infiammazione Th2 elevata.

 

Modalità di allenamento e benefici clinici

Allenamento Aerobico Continuo (Moderata-Vigorosa Intensità)

L’esercizio aerobico “steady state” (corsa, ciclismo, nuoto) è la modalità più studiata.

  • Risultati: miglioramento della capacità funzionale, della composizione corporea e della salute psicosociale.
  • Impatto fisiologico: raggiungimento livelli di fitness cardiorespiratoria paragonabili ai soggetti sani anche in pazienti con limitazioni del flusso aereo (FEV1 < 50%).

Allenamento a intervalli ad alta intensità (HIIT)

L’allenamento HIIT consiste in brevi raffiche di esercizio vigoroso alternate a recuperi a bassa intensità.

  • Vantaggi: induce adattamenti fisiologici superiori in tempi più brevi, con una minore sensazione di dispnea durante l’esecuzione.
  • Applicabilità: è particolarmente indicato per pazienti che non tollerano sforzi continui o che presentano ipossiemia arteriosa indotta dall’esercizio. È sicuro indipendentemente dal controllo della malattia basale.

Allenamento di resistenza e flessibilità

Esercita effetti benefici su:

  • Salute ossea: fondamentale per contrastare gli effetti avversi dei corticosteroidi inalatori (ICS) e orali (OCS) sulla densità ossea.
  • Meccanica respiratoria: Yoga e Pilates possono migliorare la forza del core e la stabilizzazione, influenzando positivamente i sintomi respiratori.

 

Impatto sulle comorbidità extrapolmonari

L’asma spesso coesiste con altre condizioni che influenzano negativamente il decorso della malattia. L’esercizio ha effetti documentati su queste comorbidità, come sotto riportato.

Area di Impatto Effetti Documentati
Salute mentale Riduzione di ansia e depressione.
Metabolismo Perdita di peso e riduzione dell’infiammazione associata all’adiposità.
Sonno Miglioramento dell’efficienza e della latenza del sonno; riduzione del rischio di apnee ostruttive.
Apparato muscoloscheletrico Contrasto alla debolezza muscolare scheletrica e alla sarcopenia, comuni nell’asma refrattario.

Figura 1 (adattata da Ref.1) | Impatto dell’allenamento fisico sugli esiti correlati all’asma e sulle comorbilità extrapolmonari (sintesi dei dati provenienti da recenti studi randomizzati controllati). 

Guida Pratica alla Prescrizione dell’Esercizio

Valutazione Iniziale e Follow-up

Prima di iniziare un programma, è necessario:

  1. Valutare lo stato di attività: utilizzare questionari (IPAQ-SF) o dati obiettivi da smartphone (contapassi).
  2. Identificare le barriere: comprendere la paura del broncospasmo indotto dall’esercizio (EIB).
  3. Test funzionali: il test da sforzo cardiopolmonare (CPET) è il gold standard; il test del cammino di 6 minuti (6MWT) è un valido surrogato per la capacità funzionale.

Il Principio FITT-VP

Il “dosaggio” dell’esercizio deve essere strutturato secondo parametri precisi, come sotto riportato.

 

Componente Raccomandazione per l’Asma
Frequenza Aerobico: 3-5 giorni/settimana; Resistenza: 2-3 giorni/settimana.
Intensità Moderata (40-59% HRR o VO2R) con progressione a vigorosa (60-89% HRR). Utilizzo della scala di Borg (RPE 12-13 per moderata).
Tempo 30-40 minuti al giorno per l’aerobico.
Tipo Attività che coinvolgono grandi gruppi muscolari (camminata, nuoto).

Figura 2 (adattata da Ref.1) | Diagramma di flusso che riassume l’approccio alla prescrizione dell’attività fisica nelle persone affette da asma (*per “fisicamente attivo” si intende chi pratica almeno 30 minuti di esercizio aerobico cinque volte alla settimana, oppure esercizio aerobico a intensità vigorosa per almeno 20 minuti, tre volte alla settimana).

Considerazioni ambientali e di sicurezza

L’ambiente in cui si svolge l’esercizio è cruciale, poiché l’aumento della ventilazione espone le vie aeree a trigger ambientali.

  • Qualità dell’Aria:evitare l’esercizio all’aperto vicino a strade trafficate o durante picchi di ozono/inquinamento. L’esercizio indoor con filtri HEPA è preferibile in condizioni estreme.
  • Clima freddo e secco:è una causa comune di EIB. L’uso di maschere scambiatrici di calore e umidità (o sciarpe) può attenuare la risposta delle vie aeree.
  • Pollini:monitorare i livelli stagionali e preferire l’attività mattutina quando i livelli sono generalmente più bassi.

Misure di Sicurezza:

  • Mantenere sempre i farmaci di soccorso a portata di mano.
  • Eseguire un riscaldamento strutturato (5-10 min) per indurre un “periodo refrattario” protettivo contro l’EIB.
  • Terminare l’attività se i sintomi persistono o diventano problematici.

 

Il Ruolo della Tecnologia

L’uso di dispositivi indossabili (smartwatch, accelerometri) e app per smartphone offre nuove opportunità:

  • Monitoraggio remoto: valutazione obiettiva dei passi giornalieri e dell’attività fisica.
  • Feedback in tempo reale: Supporto all’autoregolazione e al raggiungimento degli obiettivi.
  • Monitoraggio ambientale: App che forniscono dati su temperatura, umidità e inquinamento per supportare il processo decisionale del paziente.

 

Direzioni Future della Ricerca

Il documento identifica diverse aree che richiedono ulteriori indagini per ottimizzare la prescrizione dell’esercizio:

  • Relazione dose-risposta: determinare il volume ottimale di esercizio per diverse gravità di asma.
  • Approccio guidato dall’endotipo: verificare se specifiche risposte all’esercizio dipendano dal profilo infiammatorio del paziente.
  • Aderenza a lungo termine: comprendere perché i benefici dell’esercizio spesso regrediscano entro un anno dalla fine degli interventi supervisionati.
  • Impatto dei fattori climatici: studiare come il cambiamento climatico e l’inquinamento influenzino la capacità di esercizio nel lungo periodo.

 

Conclusioni

L’esercizio fisico rappresenta un trattamento importante per le persone con asma e dovrebbe essere considerato insieme alla terapia farmacologica nello sviluppo e nella revisione di piani personalizzati di gestione dell’asma. Sebbene il potenziale dell’esercizio di modificare la malattia nella gestione dell’asma sia biologicamente plausibile, sono necessari ulteriori studi di alta qualità, con adeguata potenza statistica, per chiarire i meccanismi immunomodulatori e anti-infiammatori sottostanti, in relazione a specifici interventi di allenamento.

L’autore

Redazione Vademedicum

Bibliografia

Price OJ, Papadopoulos NG, Amérigo DA, Backer V, Bougault V, Del Giacco S, Gawlik R, Eguiluz-Gracia I, Heffler E, Janson C, McDonald VM, Moreira A, Simpson A, Bonini M. Exercise Recommendations and Practical Considerations for Asthma Management-An EAACI Position Paper. Allergy. 2025 Jun;80(6):1572-1591. doi: 10.1111/all.16573. Epub 2025 May 6. PMID: 40327018; PMCID: PMC12186601

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