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I disturbi dello spettro autistico in età evolutiva

Principali caratteristiche epidemiologico-cliniche

I disturbi dello spettro autistico, secondo la nuova classificazione del DSM-5 (Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi mentali)1, appartengono al gruppo dei Disordini del neurosviluppo e sono stati unificati ai Disturbi Pervasivi dello sviluppo, categoria diagnostica presente nella precedente edizione (DSM IV-TR).

L’autismo è una malattia che colpisce oltre 10 bambini ogni 10 mila, ma se si considerano tutti i disturbi dello spettro autistico la prevalenza supera i 40 casi per 10 mila. Predilige i maschi, in misura 3-4 volte superiore rispetto alle femmine, senza distinzioni sociali, geografiche o etniche.2

Definire l’autismo non è semplice, in quanto si tratta di una sindrome estremamente eterogenea: molte persone raggiungono una vita autonoma e a volte produttiva, mentre altre presentano una disabilità grave e richiedono ambienti fortemente inclusivi e competenti durante l’intero arco della vita. Per questo motivo, nella nuova edizione del DSM, si parla di spettro dell’autismo, ad indicare un continuum, piuttosto che una categoria diagnostica, riferito alla variabilità clinica in termini di gravità nella presentazione del disturbo, ma anche alla sua evoluzione durante la vita dell’individuo affetto.

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